venerdì 13 aprile 2018

Ricordando il 1° concerto italiano dei Pink Floyd


Per gli amanti dei Pink Floyd e non solo...

Giovedì 19 aprile, al Piper di Roma, si festeggeranno i 50 anni del primo concerto dei Pink al Piper (18-19 aprile 1968).
Wazza


 PIPER CLUB presenta:

PINK FLOYD 50th ANNIVERSARY - BACK TO PIPER CLUB

Un evento unico, un concerto e una mostra sui PINK FLOYD per ricordare il loro primo concerto a Roma al Piper Club nel 1968.

TICKET ONLINE DISPONIBILI QUI:

Ingresso : 15 euro
Tavoli: 30 euro a persona (min 5 pax) comprensivo di una bottiglia di superalcolico


18 aprile 1968: una decina di giorni dopo lannuncio ufficiale delluscita di Syd Barrett dal gruppo, i Pink Floyd sono in Italia per la prima volta per suonare nella capitale. La band inglese è attesa al Piper Club di Via Tagliamento il 18 e il 19 aprile (per due concerti al giorno).
In un locale storico, punta di lancio per artisti come Patty Pravo, Equipe 84 e moltissimi complessi beat degli anni 60, i Pink Floyd faranno il loro debutto in Italia.
Ma cosa era arrivato in Italia della musica dei Pink Floyd fino alla primavera del 1968? Da noi venne pubblicato solo il primo singolo See Emily Play / Scarecrow, del 1967, che vendette non molte copie, ed è oggi rimane una rarità tra i collezionisti.

Timida ma comunque presente la stampa italiana nel 1967: la rivista Ciao Amici nel settembre 1967 pubblicò un pezzo sulla band inglese dal titolo Anche la musica come droga”, firmato da Otis Pencill, in cui lassociazione musica = droga” viene fatta forse con troppa leggerezza. Sempre in quel periodo su Big troviamo un pezzo di Armando Gallo dal titolo Musica contro fiori” che descrive lesperienza psichedelica della band e racconta della fantastica esperienza vissuta a Londra dallautore dellarticolo, quando assistette ad un loro concerto allUfo Club.
Di Syd Barrett e dei suoi problemi che porteranno alla sua uscita dalla band non vi è traccia tra il pubblico italiano, a tal punto che molti pensano di aver assistito al concerto dei Pink Floyd con Syd Barrett.
I concerti romani dei Pink Floyd del 18 e 19 aprile saranno quattro, visto che suonarono sia di pomeriggio che di sera: intorno a queste esibizioni aleggiò negli anni a venire un alone di mistero, quando la band era ormai affermata e molti si chiedevano se erano davvero passati per Roma in quel 1968. Uninserzione sul quotidiano romano Il Messaggero chiarì ogni dubbio: recava le date del 18 e 19 aprile, aggiungendo che avrebbero suonato per la prima volta in Italia.

Tanti i ricordi di quel concerto. Il giornalista Manuel Insolera di Ciao 2001 ben ricorda quel concerto al Piper e lo racconterà qualche anno dopo, nel 1974. «Mi ricordo bene quel pomeriggio: del gruppo conoscevo soltanto “See Emily Play”, e quando seppi che avrebbero
suonato al Piper ci andai più per la curiosità di vedere un gruppo straniero che per altro. Ne uscii sconvolto: quella musica, quelle luci! Il giorno dopo telefonavo concitatamente a una mia zia che abitava a Londra, implorandola di mandarmi immediatamente tutto quello che avesse potuto trovare in discoteca su quel gruppo assurdo».

Un altro reportage del 1975 pubblicato sula rivista nuovo sound di Eddie Ponti racconta: «Alberigo (Crocetta, fondatore del Piper ndr) ci portò i Pink Floyd. Arrivarono letteralmente a piedi scalzi e con i primi capelli afroamericani che si fossero visti in giro: non erano ancora arcifamosi e per la prima e anche ultima volta sentimmo nel locale strani ed esotici effluvi profumati e osservammo inconsuete nuvole di un azzurro intenso».

Anche Marco Sersale fu testimone del concerto pomeridiano del 18 aprile e lo racconta nel libro Pink Floyd Storie e segreti. «Si partì con gli incalzanti suoni intermittenti e spaziali di Astronomy Domine, laria era elettrica e carica di tensione. Il pubblico era tutto in piedi, immobile, come rapito, pietrificato, ipnotizzato, e direi conquistato». Ed è grazie a lui che abbiamo unaccurata descrizione della seconda serata: «Il volume era altissimo, ma nonostante tutto - caso insolito per il Piper - le voci si sentivano bene. E a fine serata i Pink Floyd si mescolano alla folla del locale senza passare dai camerini”.


I Pink Floyd in più occasioni hanno ricordato il Piper Club. Il 19 aprile del 2016 sulla loro pagina facebook hanno definito il club: "quello strano locale che si trovava in una grotta con una lunga scala per accedervi”. Pochi mesi fa Rogers Waters durante la conferenza stampa della mostra 'The Pink Floyd Exhibition' ha detto a tutti i giornalisti presenti: "noi suonammo al Piper Club a pochi metri da qui".

A riproporre le hit dei Pink Floyd sul palco del Piper il 19 aprile 2018 saranno Eugene&The Pink Floyd Sound: Giacomo Anselmi (chitarre, voce), Giovanni Di Caprio (chitarre), Fabio Fraschini (basso), Giovanni Gregori (batteria), capitanati da Eugenio Valente aka Eugene (voce, tastiere). Personaggio in vista della scena musicale italiana, eclettico compositore e cantante, artista elettronico - sperimentale - pop avantgarde, nonché produttore, Eugene nel 2009, lavora presso i famosi Britannia Row Studios nel ruolo di turnista alle tastiere, avendo così l’opportunità di utilizzare alcuni degli strumenti con cui gli stessi Pink Floyd suonarono al tempo, compreso un organo appartenuto a Rick Wright. Numerosi i suoi live set europei, affiancati da recenti produzioni americane a livello di colonne sonore ed EP. Collabora da alcuni anni con il pioniere americano della video arte Gary Hill a progetti audio e video, con il comune denominatore dei sintetizzatori analogici. Fra gli altri membri, è nota l’appartenenza di Giacomo Anselmi alla band di culto Goblin Rebirth, insieme con i membri originali Fabio Pignatelli e Agostino Marangolo. Giovanni Di Caprio ha preso parte a numerose tourné internazionali al seguito di artisti italiani e partecipato alla realizzazione di colonne sonore per fiction e film in collaborazione con Fabio Frizzi. La qualità dell’esecuzione del gruppo è testimoniata anche da tanti piccoli aneddoti, come quello di quando la radio tedesca L- Radio, ascoltando dei vecchi MP3 di loro registrazioni live, le scambiò per bootleg originali dei Pink Floyd tanto erano sì perfetti, ma anche lisergici, colorati e potenti senza però risultare affettati nel tentativo della riproduzione fedele puramente tecnica, a scapito dell’estro personale di ciascun musicista.

Insieme al live anche la mostra a cura de THE LUNATICS, associazione che raggruppa alcuni tra i più famosi collezionisti italiani dei Pink Floyd. Ideato come club nel 2001 da Mr. Pinky, alias Stefano Tarquini, per un continuo scambio di informazioni dettagliate e approfondite sulla discografia, il gruppo è stato potenziato nel 2007 con l'ingresso di amici collezionisti, i Lunatics Riccardo Verani e Stefano Girolami, avendo come altro scopo quello di far conoscere meglio il mondo del vinile a tutti i fans della band.

In seguito, il club è stato aperto ad altri tipi di collezionismo - aspetti importanti della cultura "floydiana" - come i poster, tour programs e memorabilia Con il contributo di Danilo Steffanina e ogni tipo di pubblicazione, libri e giornali grazie al contributo di Nino Gatti, coinvolgendo i più importanti collezionisti italiani e stranieri.

Una serata unica, quella del 19 aprile 2018, festeggiare i 50 anni di Pink Floyd al Piper Club e – soprattutto – per festeggiare la definitiva restituzione alla città di un locale che ne ha da sempre caratterizzato la vita notturna e le nuove tendenze.

Ingresso 15 euro. Info & Prenotazioni: 068555398 - 3357152715 - 3755494795

PIPER CLUB - Via Tagliamento 9, Roma

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it

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