giovedì 5 dicembre 2019

Jerry Cutillo, presenta in anteprima il suo nuovo album “Nove Streghe sotto un albero di Noce”


Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.
Voltaire

Tremate, Tremate… le streghe sono tornate!

Domenica 8 dicembre
 Città dell’altra Economia (ex Mattatoio) Testaccio
 Roma – ore 16.30

Il Poliedrico Jerry Cutillo, presenta in anteprima il suo nuovo album
 Nove Streghe sotto un albero di Noce

Wazza

LE STREGHE SALVERANNO IL MONDO

Mostrateci i vostri occhi e fateci sentire le vostre voci
Domenica 8 dicembre Aradia Pagan Winter Festival
Città dell'Altra Economia (ex Mattatoio)
Anteprima nuovo album O.A.K. Jerry Cutillo
"Nove streghe sotto un albero di Noce"

... a seguire casting per la definizione dei nove personaggi che prenderanno parte allo spettacolo multimediale del lancio dell'album.

Benevento, Stretto di Barba 14 novembre 1572. Nove divinatrici si riuniscono sotto un albero di Noce e illuminate dai bagliori della supernova Tyco che dall’alto della galassia Cassiopea proietta con forte intensità i suoi raggi, condividono conoscenze e pratiche magiche.

Chlodswinda
Apre il sabba Chlodswinda, discendente dell’antica stirpe dei longobardi che si stanziarono nel Sannio dando origine al Ducato di Benevento. Al ritmo di una danza ipnotica, Chlodswinda brandisce la spada dei suoi antenati. Rievoca le gesta del suo popolo e il loro culto per gli alberi, considerati reincarnazioni di divinità. Le prime testimonianze dell’esistenza del magico Noce risalgono infatti agli antichi rituali longobardi. Brandelli di carne venivano appesi ai rami per essere infilzati con le spade mentre si cavalcava a gran velocità intorno al Noce.

Gioconna
Medium e chiromante Gioconna, entra in contatto con gli spiriti dei defunti da cui riceve la seconda vista. Presagisce sciagure e conseguenze fatali per il nostro pianeta causate dall’impatto antropico incontrollato. Dai vicoli del Triggio a Benevento, si incammina nella direzione del Noce calzando pesanti zoccoli, eredità della sua antenata “La Zucculara” nota strega del folklore beneventano.

Janet Boyman
Janet Boyman è una “tempestara” proveniente dalla Scozia. Clandestina a bordo di un veliero salpato dal porto di Edimburgo, ha navigato fino a Napoli per poi proseguire via terra fino a Benevento dove si trova l’albero di noce. Si immerge ora nelle acque del fiume vicino, il sabato ed entra in contatto con il popolo fatato degli specchi d’acqua. Mostra alle altre come scatenare vortici e onde anomale nelle acque ferme. Al suo ritorno in Scozia verrà arrestata con l’accusa di stregoneria ed arsa viva.

Dame Harviller
Dame Harviller è un’alchimista francese che ha viaggiato con sua figlia Rosalie fino alle porte di Benevento. Sono ferme ora nei pressi del costone di roccia detto “La rupe delle Janare” dal quale le streghe spiccano il volo. Da questo stesso luogo, si dice, qualcun’altra invece si diverte a gettare i corpi dei neonati rapiti dai villaggi vicini. Ma le due francesi trasportano soltanto alambicchi, pentole d’argilla, piume e ciocche di capelli e una volta giunte sotto i rami del Noce, è loro intenzione mostrare alle altre come si trasmuta la materia e come si preparano polveri magiche. Al suo ritorno in Francia Madame Harvillier sarà arrestata con l’accusa d’aver ucciso uomini ed animali con ceneri venefiche. Verrà bruciata nella piazza di Ribemont, suo paese natale. Di Rosalie invece, non vi sarà più traccia.

Polissena da Lucca
Polissena è un’esile donna sofferente di epilessia. Nonostante la sua giovane età però, non è affatto nuova a voli astrali e viaggi nel tempo. Fissa al ramo più alto del Noce due funi, unite insieme da un’asticella di legno. Una semplice altalena che le permette però, una volta attorcigliate le corde fino in cima, di lasciarsi andare a forte velocità. Volteggiando vorticosamente, Polissena produce una curvatura dello spazio/tempo ai suoi lati. Ciò le permette di compiere un improvviso balzo nel futuro. Visualizza così una catena di eventi in rapida successione.
Al suo ritorno a Lucca sarà arrestata e torturata con l’accusa di stregoneria finendo per essere bruciata sul rogo.

Donna Prudentia
A Blera, un paesino della Tuscia viterbese, tutti credono che Donna Prudentia del Fochetto sia una Lamia. In realtà è un’esperta herbaria, una levatrice, una guaritrice ma il clima da caccia alle streghe, siamo nel XVI secolo, è andato ben oltre ogni previsione. All’appuntamento sotto il Noce, Donna Prudentia ha portato una copia del “Malleus Maleficarum”, il testo sulla stregoneria scritto dai frati domenicani Kramer e Sprenger ed ora, con un rituale eseguito all’interno di un cerchio di candele nere, Prudentia lo dà alle fiamme. Al suo ritorno a Blera verrà incarcerata e torturata con l’accusa di infanticidio.

Nadira
Reincarnazione di una delle sacerdotesse di Iside, Nadira muove i passi di una danza felpata che rievoca la dea egizia nel disperato tentativo di ricomporre le membra dilaniate del suo amato Osiride. Avvolta nella seta, Nadira allarga le braccia in un movimento alare ed ecco, improvvisamente, due grandi ali dispiegarsi ai suoi lati. Alla luce di un grande fuoco ha inizio il rituale ipnotico che culminerà in una trance estatica di ricongiungimento con la divinità.

Franchetta Borelli
Un caschetto di capelli neri fa da cornice al volto rivolto verso l’alto, nel tentativo di toccare con la lingua le farfalle che danzano tra le foglie del Noce. Franchetta Borelli è una nobildonna di Triora, esperta in filtri d’amore e non fa segreto alle altre delle sue esperienze. Le sue compagne l’ascoltano divertite e un clima di serena allegria si diffonde nel gruppo. Poi, improvvisamente, i sorrisi si smorzano ed un velo di malinconia cala come un’ombra pesante sui lineamenti femminili. Franchetta sa che al suo ritorno a Triora sarà incriminata per la grave carestia che sta causando danni nella zona ligure. Smorfie di dolore per il protrarsi delle torture le attraverseranno il volto ma verranno interpretate dai suoi aguzzini come sarcasmo nei loro confronti.

Rebecca Lemp
Rebecca Lemp è un’astronoma proveniente dalla città di Nordlingen in Baviera. Seduta in cerchio insieme alle altre, Rebecca alza lo sguardo al cielo e dall’alto della rupe delle Janare osserva il cerchio di luce della Supernova Tyco. Lei sa che dal cielo arriverà la salvezza e, prese per mano le sue compagne, si incammina cantando verso i primi bagliori del giorno. Al suo ritorno in Germania Rebecca sarà condannata al rogo con l’accusa d’aver ucciso due persone con polveri magiche. Morirà il 9 settembre del 1590.

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