venerdì 31 maggio 2019

Cosa potrebbe accadere: jazz, rock e dinamite per CASINO DI TERRA!



Tra composizione e improvvisazione, groove e jazz-rock d'assalto il nuovo disco di Marraffa, Papajanni e Di Giacinto. Lo pubblica la berlinese Aut Records, ospiti Fabrizio Puglisi, Stefano De Bonis e Valeria Sturba

 Cosa potrebbe accadere: il ritorno di Casino di Terra 

CASINO DI TERRA
COSA POTREBBE ACCADERE
Aut Records
8 tracce - 46'. 17''

"Rispetto ad altri miei progetti,  Casino di Terra si contraddistingue per l'esplorazione di sonorità più affini al  rock, senza però negare la continuità con l'approccio che ho cercato di sviluppare negli anni, basato sulla  sperimentazione di pratiche compositive orientate all'improvvisazione. La contaminazione con espressioni musicali in cui è presente una  componente ritmica più legata al groove, d'altra parte, è una costante nelle vicende del jazz e della musica improvvisata – basti pensare a  Ornette Coleman. Il sound che contraddistingue la band è quindi un terreno di ulteriore sperimentazione, in cui cerco di dare alla mia ricerca uno sbocco coerente". 
Una presentazione avvincente, quella di  Edoardo Marraffa, che illustra le caratteristiche del trio  Casino di Terra. Un manifesto programmatico e artistico dal quale emergono gli elementi più rappresentativi di un progetto unico nel suo genere: jazz  e groove, rock e improvvisazione, sperimentazione e ricerca ricordando maestri come Ornette Coleman. Il nuovo album  Cosa potrebbe accadere (Aut Records) è la dimostrazione lampante di un  percorso fuori dalle classificazioni, alla continua ricerca di nuovi orizzonti.

Sassofonista e compositore, esponente di spicco della musica improvvisata in Italia,  Edoardo Marraffa lavora dal 1993 sul suono del sassofono, in particolare il tenore, esplorando i confini del suo potenziale espressivo. Figura spesso nella programmazione di tanti  festival europei e internazionali e ha suonato con giganti quali  Tristan Honsinger, William Parker, Hamid Drake, Han Bennink, Wadada Leo Smith, realizzando più di venti album tra collaborazioni con altri artisti e progetti originali (l'ultimo è  Diciotto, uscito nel 2018). Un tassello significativo di questo percorso è  Casino di Terra, fondato con  Sergio Papajanni e Gaetano Di Giacinto, artefice di un disco d’esordio nel 2015 intitolato  Ori. Con l'arrivo di  Valeria Sturba Casino di Terra diventa un quartetto e nel 2019 pubblica il secondo album con la indie-label berlinese  Aut Records.

Dichiara Marraffa: "Ho esplorato a lungo le  possibilità del sassofono, spesso illudendomi di aver inventato qualcosa di veramente nuovo, per poi accorgermi che non era vero. Ma ho l'intenzione di insistere per sempre. Mi diverto così.  Casino di Terra nasce come trio, è stato questo il “formato” da cui siamo partiti nel concepire  Cosa potrebbe accadere. La collaborazione con una musicista straordinariamente versatile e incline alla sperimentazione come  Valeria Sturba ha rappresentato l'occasione per ampliare l'organico ad un nuovo elemento, nell'idea di conferire al sound della band una  varietà timbrica più ampia e di aggiungere  nuovi livelli di interplay tra i musicisti". Come accaduto in  Ori, ma con un'attenzione maggiore agli elementi del groove e all'impatto ritmico, Casino di Terra immagina un  jazz-rock diretto, esplicito, nel quale trovano spazio anche colori, timbri e soluzioni all'insegna della varietà, come l'Arp Odissey di  Fabrizio Puglisi e il Fender Rhodes di  Stefano De Bonis

Il nome della band -  Casino di Terra è una località della Val di Cecina -  allude a un'organizzazione razionale e terrena della materia sonora, nella quale il fulcro è  l'improvvisazione, una pratica sistematica alla quale Marraffa dedica la sua vita musicale da anni, in costante dialogo con la composizione. "Gli otto brani di  Cosa potrebbe accadere sono tutti composti. Non ci sono - qui e nella produzione di Casino di Terra in generale – dei pezzi totalmente improvvisati.  L'improvvisazione viene spesso vista come contrapposta o addirittura antitetica alla composizione. Si tratta di una dicotomia fuorviante, legata al concetto molto recente (e tutto occidentale) di composizione come realizzazione di un prodotto “definitivo” che può al massimo essere “interpretato” da un esecutore diverso dall'autore. Se però si guarda alle pratiche musicali che caratterizzano le  tradizioni musicali popolari in buona parte del mondo, ci si rende conto immediatamente di come, accanto alla trasmissione orale, l'improvvisazione sia un altro elemento che ritorna costantemente. Intendere l'improvvisazione come pratica sistematica vuol dire certamente spingersi sul terreno dell'improvvisazione totale – da sempre presente nel mio percorso – ma anche esplorare la  dialettica tra composizione e improvvisazione– una dialettica in cui la composizione “apre” all'improvvisazione e l'improvvisazione si presenta come una forma di “composizione istantanea”.

Cosa potrebbe accadere:

1. Cosa potrebbe accadere
2. Orlando 
3. Fantasmi di Nadia 
4. Golden Square 
5. Red Carpet 
6. Belka 
7. Ma te ne sai di più
8. La gran follia  

Edoardo Marraffa: tenor sax 
Sergio Papajanni: bass 
Gaetano Di Giacinto: drums

Featuring:
Fabrizio Puglisi: Arp Odissey 1 & 8
Valeria Sturba: electric violin  2 & 4
Stefano De Bonis: Fender Rhodes 7

Edoardo Marraffa:

Aut Records: 

Synpress44 Ufficio stampa:





Nessun commento:

Posta un commento