lunedì 18 novembre 2019

Noma propone "Noi torneremo presto". Scopriamola...


NOMA NASCE DALL'AMORE PER IL CANTO

Scopriamo Noma e il suo mondo: Noma ė soprattutto una sfumatura della mia identità, la me stessa disposta a salire su un palco e a prendere in mano un microfono, superando tutte le mie timidezze e ritrosie. È nata nel momento in cui il nome Greta era un po' troppo presente su internet, così da spingermi a pensare ad un nome d'arte che potesse esprimermi e, siccome quando non canto sono una giurista, ho scelto un nome che avesse a che fare con la legge, da qui Noma dal greco Nomos, che significa, appunto, spirito della legge.
Tuttavia, Noma non è solo un singolo individuo ma anche un piccolo agglomerato di persone e di creatività che io semplicemente rappresento: ho la fortuna, non da poco, di avere accanto persone di talento che mi supportano in vario modo, con la scrittura dei testi, la composizione delle musiche, la realizzazione dei video e la messa a punto della mia preparazione vocale. Così Gloria Bardi, Luca Felice, Massimo Trigona, Pierluigi Rosso, Stefano Stacchini, senza trascurare l'apporto in studio di Alessandro Mazzitelli e Roberto Tiranti.

Intervista all’autrice del brano “Noi torneremo presto”, Gloria Bardi.
La chiacchierata è catturata dal portale “Trucioli”.


Antonio Signorile intervista a Gloria Bardi

Parliamo del brano ‘Noi torneremo presto’, cantato da NOMA (Greta Dressino) e scritto da G.Bardi - M.Trigona. Sono rimasto molto colpito da questa canzone per questo ho cercato l’autrice del testo, Gloria Bardi, una vecchia conoscenza per i lettori di Trucioli e mia amica personale, per rivolgerle alcune domande. Il brano parla del crollo del ponte Morandi eppure a un primo ascolto può anche sfuggire e la canzone può sembrare allegra. Come mai?
Ho voluto raccontare di una coppia che, come tante altre, si prepara a festeggiare il ferragosto, senza presagi di quello che sta per accadere. C’è allegria, c’è la speranza di una giornata al mare, piacevole e intima malgrado il maltempo. Chi ascolta sa qualcosa che chi parla non sa, cioè il crollo che interromperà tutti quei verbi coniugati al futuro e tutti i ricordi ferragostani Il, scambiati all’imperfetto.
Il ponte arriva solo a un certo punto ed è un pugno allo stomaco.
Ho volutamente disseminato gli indizi che vi conducono. Primo indizio, la pioggia. Secondo indizio, il mese. Terzo indizio, l’autostrada. Quarto indizio, il giorno. Quinto indizio, Genova. Il ponte arriva a questo punto e arriva senza mitologie ma come veniva vissuto da noi genovesi, che non l’abbiamo mai chiamato Ponte Morandi ma ponte di Brooklyn e che ci siamo sempre dati la regola di tenere la sinistra per non trovarci incanalati tra le auto in procinto per svoltare in direzione Livorno.
Chi parla non è genovese, però.
No ma conosce Genova e la annuncia a chi è in auto con lui, o con lei: ciascuno immagini come meglio crede. E conosce anche i genovesi e le loro abitudini. La città sembra ancora più stupefacente agli occhi di chi la ama, senza appartenervi. La consuetudine comporta sempre un po’ di disincanto.
Genova sarebbe una città senza sospiri?
È una città senza retorica e senza troppi autocompatimenti, schiva ed essenziale anche nel dolore. Credo che anche la canzone lo sia.
Una città particolare.
Sì, la canzone dice questo. Ti lascia la salsedine in bocca ed è restia come una nave che parte malvolentieri, che anzi teme la partenza, sempre comunque rischio. E in questo vuole esservi un cenno di presagio.
Il finale è anche il titolo: noi torneremo presto.
L’idea del ritorno è sempre confortante, anche quando si va verso mete felici. Il ritorno è compimento di un ciclo. Il ritorno sa di casa. Qui abbiamo volutamente interrotto la canzone, cancellando il verso che veniva dopo queste parole, lasciando cioè il pensiero, la frase e il futuro in sospeso, in una ripetizione che ricorda l’incantarsi di un vinile sotto la puntina del giradischi. Il crollo è qui, nell’incepparsi di un pensiero dedicato al ritorno.
Ora ci parli dei tuoi compagni di cordata?
Il compositore e arrangiatore è Massimo Trigona, che ha immediatamente dato al testo una melodia che a me ha ricordato un po’ Concato e un po’ Pino Daniele, con una certa saudade portoghese in alcuni passaggi. Massimo ha compreso e potenziato il mood della canzone e il proposito di parlare del ponte senza dolore esplicito. Il dolore, come dicevo all’inizio, è tutto sottotesto e retroscena. Il dolore ce lo mette chi ascolta.
C’è anche un bellissimo video.
Realizzato dall’artista toscano Stefano Stacchini, illustratore del libro di poesie di Andrea Bocelli e collaboratore del Teatro del Silenzio, che per “Noi torneremo presto” ha voluto dare alle immagini la natura di sequenze riprese da persone in gita col telefonino, compreso un certo tremolio e una certa apparente casualità. Il video parte con colori acidi e immagini complesse, per approdare infine all’espressione bianca e senza filtri della cantante, a sottolineare il passaggio progressivo dalla favola alla realtà.
E finalmente, NOMA.
NOMA è Greta Dressino, mia figlia e da madre ho difficoltà a esprimermi sulla sua voce. Posso solo dire che l’interpretazione è molto ben affidata. Io sono tornata per lei a scrivere canzoni, cosa che un tempo ho fatto ma da molti anni avevo smesso per dedicarmi ad altro. Noma è al suo secondo singolo, il primo, Modì, prodotto a seguito della vincita in un concorso regionale, è stato scritto da me assieme all’ottimo e giovanissimo Luca Felice, dedicato alla tragica storia d’amore di Modigliani e Jeanne Hébuterne.
Ci sono altri brani in preparazione?
Sì, diversi. Stiamo procedendo in due direzioni: Storie di donne illustri, con Luca Felice e Porte scorrevoli (storie di incontri mancati, perduti o impossibili),con Massimo Trigona, non senza collaborazioni incrociate. Tra le donne abbiamo già pronte Margherita Hack, Mia Martini, Maria Callas. Per porte scorrevoli uscirà a breve un nuovo singolo.
Ce ne puoi parlare?
Tratta di un tema, su cui ho lavorato anche nel teatro, nel romanzo e nella saggistica breve: la demenza degenerativa, che ormai è il male del secolo e che va a inserirsi nelle relazioni, creando barriere che solo l’affetto può infine superare. Nella canzone, una figlia si rivolge mentalmente alla madre, un tempo bella, fiera e intraprendente, per chiederle di tornare com’era. Inutile dirti, che c’è molta esperienza personale
Titolo e tempi?
‘Parole di sabbia’, scritto con Massimo, con un contributo di Luca e ancora il video di Stefano. Ovviamente, la voce è di Greta-NOMA. È pronto, in attesa del varo. Vogliamo prima attendere che le visualizzazioni di ‘Modì’ e ‘Noi torneremo presto’ salgano ancora un po’.
Concludiamo parlando di questo e del tuo post recente su Facebook.
Volentieri: oggi il mondo della discografia è cambiato e non si trovano più, o quasi, produttori o discografici pronti a puntare su un prodotto, per quanto di qualità. Quindi, salvo non si partecipi ai talent, con tutto quanto vi si accompagna, bisogna veramente autoprodursi e puntare sulle visualizzazioni, che però possono essere comprate, come la rete ci ripete continuamente. Ebbene, noi siamo contrari a questa deriva falsante, che rappresenta un baco della nostra società, con conseguenze culturali, economiche e politiche pericolose. Nulla a che vedere col merito e la qualità. Le nostre visualizzazioni sono reali ma per questo, non ci sono mai salti clamorosi e non ci resta che contare sul passaparola degli estimatori e sulle condivisioni reali.
Quindi, mi associo all’appello: lettori del blog condividete sui social e chiedete di condividere. Invertiamo la catena delle fakenews e promuoviamo trasparenza e lucidità.

Questi i link:

Sempre che i brani piacciano effettivamente. Grazie quindi, e buon lavoro a tutti voi ma l’applauso più lungo è per NOMA: devo confessare che ho un debole per la sua voce.

Gloria Bardi – Massimo Ben Trigona – Greta Dressino-NOMA – Stefano Stacchini

Noi torneremo presto

Come cade questa pioggia d'agosto
Mentre le frasi s'addensano
Appena sotto  il cielo
E i segreti vorrebbero
Lasciarsi andare al vento
Perché l'estate al chiuso
è un pessimo pensiero.

Sento il fiato delle ruote che corrono
Mentre gli sguardi si sfiorano
Svelti dietro il vetro
E le vite si agganciano
Solo per un momento
Il tempo di un sorpasso
E tutto resta indietro.

Domani è Ferragosto, lo passeremo al mare
Sperando che sta pioggia non voglia continuare
Se no cammineremo in spiaggia con l'ombrello,
E ci divertiremo, lo giuro: sarà bello.

Mi ricordo quelle carte geografiche
 Che in ogni viaggio, mia madre
Leggeva ad alta voce 
Mio padre non pensava
Ad altro che a guidare
La bussola dei sogni
Puntata verso il mare

Arriveremo a Genova, prima di mezzogiorno, però cambia corsia, ché questa va a Livorno.
Chissà se a questo ponte è stato dato un nome? Qui lo chiamano Brooklyn, è vero, fa impressione.
Vedrai che bella, Genova, città particolare, che quando la respiri, ti resta in gola il sale
Città senza sospiri, città tutta in pendenza, restia come una nave che teme la partenza.

Domani ė Ferragosto, lo passeremo al mare
Sperando che sta pioggia non voglia continuare
Se no cammineremo in spiaggia con l'ombrello,
E ci divertiremo, lo giuro: sarà bello.

È il primo Ferragosto che passeremo insieme,
E anche senza il sole, vedrai staremo bene,
Ma torneremo presto,
Ma torneremo presto,
Noi torneremo presto,
torneremo presto.

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